Il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali

Il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali

Oggi inserisco un post con il link al Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT). Attualmente questo strumento sta muovendo i primi passi, ma il desiderio è che entri a fare parte della “cassetta degli attrezzi” di ogni geomatico e, in prospettiva, di ogni cittadino italiano. Non sono solo, ma insieme a:”

QGIS web client | hyperlink

Una delle cose “cool” (come dicono gli americani) di un web gis è la possibilità di consultare gli attributi di un oggetto e magari essere reindirizzati ad altro link o file o pagina web per approfondire o avere maggiori informazioni sull’attributo selezionato.
Ad oggi QGIS web client offre due modi per consultare gli attributi: mediante il “fumetto” o “tooltip” o cliccando sull’oggetto dopo avere attivato il pulsante di consultazione attributi e “leggendo” i dati nel frame di destra che compare.
Se però vogliamo creare un hyperlink cliccabile non possiamo farlo con il tooltip in quanto si sposta allo spostarsi del mouse. A questo riguardo Andreas Neumann sta lavorando per fare in modo che il fumetto sia in pieno stile Openlayers. Qui si trova l’issue in merito.
Ma chiedendo in lista qgis-user è arrivato un provvidissimo suggerimento di Bernhard Ströbl (che ringrazio vivamente). Bernahrd ha suggerito di creare una VIEW (in database PostgreSQL/PostGIS) contenente un campo “link” formattato in pieno stile html. Ho provato e funziona! Riporto di seguito un esempio testato.

pc=# CREATE OR REPLACE VIEW prp_view AS SELECT “Denominazi” AS denominazione, tipo, ‘<a href=”http://ip_server/qgis-web-client/projects/deliberepdir/&#8217; || file_approvazione1 || ‘”‘ || ‘onclick=”window.open(this.href)”>consulta prima approvazione</a>’::TEXT AS link1, ‘<a href=”http://ip_server/qgis-web-client/projects/deliberepdir/&#8217; || file_approvazione2 || ‘”‘ || ‘onclick=”window.open(this.href)”>consulta seconda approvazione</a>’::TEXT AS link2, ‘<a href=”http://ip_server/qgis-web-client/projects/deliberepdir/&#8217; || file_approvazione3 || ‘”‘ || ‘onclick=”window.open(this.href)”>consulta terza approvazione</a>’::TEXT AS link3, ‘<a href=”http://ip_server/qgis-web-client/projects/deliberepdir/&#8217; || file_approvazione4 || ‘”‘ || ‘onclick=”window.open(this.href)”>consulta quarta approvazione</a>’::TEXT AS link4, ‘<a href=”http://ip_server/qgis-web-client/projects/deliberepdir/&#8217; || file_approvazione5 || ‘”‘ || ‘onclick=”window.open(this.href)”>consulta quinta approvazione</a>’::TEXT AS link5, ‘<a href=”http://ip_server/qgis-web-client/projects/deliberepdir/&#8217; || file_approvazione6 || ‘”‘ || ‘onclick=”window.open(this.href)”>consulta sesta approvazione</a>’::TEXT AS link6, the_geom, gid FROM sua;

In questo modo cliccando sulla voce relativa (“prima approvazione”, “seconda approvazione” e così via) che compare nel frame di destra si apre il file PDF in questione.

QGIS web client | search

Questo post tratta nuovamente Qgis web client: in particolare come viene gestita la ricerca delle feature.

Seguendo la doc disponibile in rete (e all’interno del pacchetto) al punto 6 si parla dello script python per la gestione della ricerca. Tutto sembra ok. Tuttavia la doc illustra come creare una tabella per la ricerca; ma una tabella puo’ diventare “statica” nel momento in cui i dati del database (nel nostro caso PostgreSQL/PostGIS) vengono aggiornati. In questo caso una view diventa l’ideale in quanto “dinamica” anche se i tempi di ricerca possono risultare superiori rispetto ad una tabella.

Calando il tutto nel concreto del nostro applicativo facciamo alcune considerazioni. Dispongo di un DB con molti strati informativi. Nel progetto “.qgs” in questione ci sono tre layer sui quali vorrei eseguire la ricerca: uno relativo agli edifici, uno relativo alle strade ed uno relativo alle particelle catastali. Il primo step consiste nella creazione di una view per la ricerca delle strade. Ecco come viene definita:

#= CREATE OR REPLACE VIEW search_particella AS SELECT ‘Foglio’ || “Foglio” || ‘,’ || ‘Mappale’ || “Mappale” AS searchstring, ‘Foglio’||”Foglio”||’, ‘||’Mappale’||”Mappale”::TEXT AS displaytext, ’03_particella’::TEXT AS search_category, the_geom, ‘MULTIPOLYGON’::TEXT AS geometry_type, to_tsvector(“Foglio”||’, ‘||”Mappale”::TEXT) AS searchstring_tsvector FROM particella;

Una seconda view è stata creata per la ricerca sugli edifici:

#= CREATE OR REPLACE VIEW search_schede_a AS SELECT codfoto AS searchstring, codfoto::TEXT AS displaytext, ’01_schede_a’::TEXT AS search_category, the_geom, ‘MULTIPOLYGON’::TEXT AS geometry_type, to_tsvector(codfoto::TEXT) AS searchstring_tsvector FROM schede_a;

Ed infine per le strade:

#= CREATE OR REPLACE VIEW search_strade AS SELECT nome AS searchstring, nome::TEXT AS displaytext, ’02_strade’::TEXT AS search_category, the_geom, ‘MULTILINESTRING’::TEXT AS geometry_type, to_tsvector(nome::TEXT) AS searchstring_tsvector FROM view_grafo_union_nome;

Altra considerazione importante: potendo gestire e pubblicare piu’ progetti (.qgs) differenti diventa essenziale fare in modo che ad ogni progetto possa essere abbinata una certa configurazione per la ricerca. Questo è possibile personalizando il file “search.wsgi” che si trova in “…/qgis-web-client/wsgi”. Basta rinominarlo in modo che richiami il progetto abbinato (es: “search_stradario.wsgi” per una progetto che pubblica lo stradario) e modificando la riga 18 secondo le proprie necessità. Esempio:

“…….
searchtables = [‘search_strade‘]; # enter your default searchtable(s) here # aggiungere qui ‘a mano’ i nomi delle tabella di ricerca
searchtablesstring = ”;
…”

Come si puo’ vedere abbiamo indicato qui il nome della tabella (nel nostro caso una VIEW) da usare per effettuare la ricerca. Se volessimo utilizzare piu’ tabelle (o VIEW) basta aggiungerle separandole con una virgola. Nel nostro caso potrebbe diventare:

“…….
searchtables = [‘search_strade‘, ‘search_particella‘]; # enter your default searchtable(s) here # aggiungere qui ‘a mano’ i nomi delle tabella di ricerca
searchtablesstring = ”;
…”

Non dimenticare poi che bisogna modificare anche il corrispondente file “GlobalOptions.js” relativo. Nel mio caso ho creato un file per ognuno dei progetti. Per esempio per il progetto dello stradario ho creato un “GlobalOptionsStradario.js” (ed un “getSearchGeom_stradario.js”) all’interno del quale alla righe 14 e 15 ho indicato il path ai file da utilizzare per la search.

“….

var searchBoxQueryURL = “/qgis-web-client/wsgi/search_stradario.wsgi?query=”; // “/wsgi/search.wsgi?query=”;
var searchBoxGetGeomURL = “/qgis-web-client/wsgi/getSearchGeom_stradario.wsgi”; // “/wsgi/getSearchGeom.wsgi”;

…..”

Allego snapshot che mostra la ricerca di un mappale; digitando semplicemente il numero del foglio (21) e ponendo una virgola subito dopo compariranno i mappali già filtrati per foglio. Cliccando su quello di interesse l’area geografica verrà portata alla sua boundingbox.

ricerca in qgis web client

QGIS web client | tooltip

Qgis web client è un framework webgis che consente di pubblicare un progetto Qgis (file con estensione .qgs) as is.

Tra le funzionalità presenti troviamo la possibilità di visualizzare come tooltip (una specie di “fumetto” dinamico che aggiorna i dati a seconda dell’oggetto su cui “insiste” il mouse) i dati delle feature.

Tuttavia attualmente non è possibile impostare quali attributi visualizzare; è necessario creare un nuovo campo chiamato proprio “tooltip” e popolarlo con i dati che si vogliono vedere. Nel mio esempio faccio riferimento a dati di alcuni edifici (memorizzati in tabella Postgis). Dopo avere creato il campo suddetto lo popoliamo:

=# UPDATE schede_a SET tooltip=’scheda: ‘ || codfoto || ‘ , tipologia: ‘ || tipologia_edilizia || ‘ , destinazione: ‘ || destusopre || E’\r\n’ || ‘volume: ‘ || volume_ft || ‘ , ‘ || ‘altezza: ‘ || altezza_media || ‘ , epoca: ‘ || epoca_costruzione || E’\r\n’ || ‘<img src=’ || ‘”‘ ||  immagine ||  ‘”‘ || ‘>’;

Analizziamo la stringa.

schede_a è il nome della tabella;

– poi si esegue un UPDATE sul campo “tooltip” popolandolo con note descrittive (le parti fra ‘apici singole’ unite (con il doppio pipe “||“) ai valori dei campi indicati (codfoto, tipologia_edilizia, destusopre,…..).

– la stringa E’\r\n consente di andare a capo. Questo è molto utile se i dati da visualizzare sono molti evitando di avere un “fumetto” troppo esteso in larghezza e di difficile lettura;

– l’ultima parte ‘<img src=’ || ‘”‘ ||  immagine ||  ‘”‘ || ‘>’ (in realtà un pezzo di condice html) consente di caricare e visualizzare una foto dell’edificio stesso; il campo “immagine” contiene il path (sul server di archiviazione) all’immagine da aprire.

Allego piccolo snapshot:

tooltip con visualizzazione dati di un edificio e relativa immagine

Una nota che potrebbe tornare utile: così facendo (creare un campo tootlip come “aggregazione” di piu’ campi) succede che nel tempo e’ necessario aggiornare di volta in volta i valori. Per evitare di doverlo fare manualmente si potrebbe creare un trigger che ad ogni INSERT o UPDATE dei record aggiorni di conseguenza tooltip. Altrimenti si potrebbe creare una VIEW che pesca tutti i valori della tabella edifici (escluso tooltip) aggiungendo il campo tooltip stesso in maniera “dinamica”. Ecco riportato il comando SQL per la creazione della VIEW che è stata poi caricata nel progetto QGIS.

#= SELECT schede_a.gid, schede_a.”KP”, schede_a.codfoto, schede_a.immagine, schede_a.codviaana4, schede_a.via1, schede_a.numciv1, schede_a.codviaana1, schede_a.via2, schede_a.numciv2, schede_a.codviaana2, schede_a.via3, schede_a.numciv3, schede_a.codviaana3, schede_a.via4, schede_a.numciv4, schede_a.destusopre, schede_a.utilizzazione, schede_a.epoca_costruzione, schede_a.altezza_media, schede_a.condizioni_fisiche, schede_a.tipologia_edilizia, schede_a.qual_stor_amb, schede_a.note, schede_a.fonte, schede_a.rilevatore, schede_a.dens_allog_utiliz, schede_a.dens_allog_nonutiliz, schede_a.tipo_mod, schede_a.data_mod, schede_a.link, schede_a.num_provv_orig, schede_a.num_provv_def, schede_a.volume_ft, schede_a.alloggi_occupati, schede_a.alloggi_nonoccupati, schede_a.superf_coperta, schede_a.alloggi_totali, schede_a.tipo_provv_orig, schede_a.tipo_provv_def, schede_a.the_geom, schede_a.anno, schede_a.”time”, schede_a.forever, ((((((((((((((((((‘scheda: ‘::text || schede_a.codfoto::text) || ‘ , tipologia: ‘::text) || schede_a.tipologia_edilizia::text) || ‘ , destinazione: ‘::text) || schede_a.destusopre::text) || ‘
‘::text) || ‘volume: ‘::text) || schede_a.volume_ft) || ‘ , ‘::text) || ‘altezza: ‘::text) || schede_a.altezza_media) || ‘ , epoca: ‘::text) || schede_a.epoca_costruzione::text) || ‘
‘::text) || ‘<img src=’::text) || ‘::text AS tooltip
FROM schede_a;

QGIS | time manager

Ho provato un altro plugin di QGIS: time-manager.

E’ un plugin che consente di creare mappe “animate” in base a dati “temporizzati”. Nel mio test specifico ho provato a creare un’animazione che rappresenti l’evoluzione storica dell’edificato.

Avevo a disposizione lo SHP degli edifici contenente anche i dati relativi all’epoca di costruzione. Non si tratta di valori annui ma di range abbastanza dilazionati. Ma è risultato comunque molto utile e di impatto.

Ecco una gif animata (creata con GIMP) che ne è scaturita: appena riesco argomento meglio :-). E’ necessario cliccare sull’immagine per visualizzare l’animazione.

evoluzione storica dell’edificato elaborata con il plugin “time-manager” di QGIS (cliccare sull’immagine per visualizzare l’animazione)

Ma vediamo come è stata realizzata questa immagine.

Lo SHP di partenza contiene i poligoni degli edifici con alcuni attributi collegati tra i quali un campo “epoca_costruzione” che assume i seguenti valori:

– ante 1900;

– 1901-1935;

– 1936-1955;

– 1956-1982;

– 1983-1994;

– 1995-2012.

Ho applicato una vestizione “categorized” su questo campo costruendo una pseudo rampa colore che va dal giallo “timido” al rosso acceso.

Assieme allo SHP degli edifici, con la stessa suddivisione di epoca, avevo a disposizione anche le aree di circolazione; anche per queste ho tematizzato la vestizione in base all’epoca di costruzione.

Ho aggiunto altri due campi alla tabella degli attributi: un campo chiamato “time” di tipo stringa ed un campo chiamato “forever” anch’esso di tipo stringa (il tutto mediante il plugin “table-manager”).

Poichè il time-manager necessita di un campo che contenga dati temporali da fare scorrere nella “barra del tempo” del plugin stesso ho popolato il campo “time” a seconda dell’epoca di costruzione traducendo range di alcuni anni in dati annuali fittizi (utili al plugin per renderizzare). In particolare ho seguito questo schema:

epoca  ante 1900 corrisponde a time=2007-01-01

epoca 1901-1935 corrisponde a time=2008-01-01

epoca 1936-1955 corrisponde a time=2009-01-01

epoca 1956-1982 corrisponde a time=2010-01-01

epoca 1983-1994 corrisponde a time=2011-01-01

epoca 1995-2012 corrisponde a time=2012-01-01

Mentre il campo “forever” è stato popolato in maniera uguale per tutti con valore “2014-01-01“. Questo valore torna utile per indicare il momento finale del rendering.

finestra di lavoro in QGIS con evidenziati gli attributi dello SHP edifici

A questo punto si passa alla configurazione del time-manager. Cliccando su “Settings” si apre la finestra di impostazioni nella quale selezionare i layer da utilizzare nel rendering. Quando si seleziona un layer viene chiesto di indicare quale campo considerare per la variabile tempo (nel nostro caso “time”) e quale campo considerare per avere una deadline; nel mio caso avevo creato il campo “forever”. Una volta impostato la finestra di configurazione appare così:

Finestra di configurazione del time-manager

Impostato tutto. “Accendere” il plugin cliccando sul pulsante a sinistra del tasto “Settings” (il pulsante diventa verde). Quindi cliccare sul tasto “play” in basso a sinistra e vedremo scorrere l’animazione sul map canvas. Volendo salvare i fotogrammi basta cliccare sul tasto “Export Video“; ci verrà chiesto di indicare il percorso (directory) in cui salvare tutte le immagini.

Queste possono essere “montate” mediante il tool mencoder. Nel mio caso ho impartito il seguente comando (dopo essermi spostato nella directory contenente i frame da elaborare):

$ mencoder mf://*.PNG -mf fps=1 -o evoluzione_storica.avi -ovc lavc -lavcopts vcodec=mpeg4

ottenendo dopo qualche secondo il video in formato .avi.

Non potendo caricare sul blog (non ho il pacchetto che consente l’upload di video :-)) ho creato una GIF animata con GIMP.

La procedura è molto semplice. Una volta avviato GIMP andare su File -> Apri come livelli e selezionare tutti i fotogrammi in ordine di numerazione. Quindi salvare in formato GIF (nelle ultime versioni di GIMP non si esegue un “salva” ma un “esporta” in quanto il “salva” riguarda solo il formato nativo di GIMP). Al momento del salvataggio viene chiesto anche il tempo di permaneza di ogni fotogramma (impostato a 3000 millisecondi) e spuntare l’opzione “Come animazione“.

Ed infine un’altra animazione realizzata in base all’evoluzione storica degli ultimi 10 anni circa (dal 2001 al 2011).

legenda evoluzione edificato

postgis | ST_Reverse()

Un piccolo e breve post su una funzione di Postgis molto utile per invertire l’ordine di digitalizzazione dei vertici di un oggetto. Nel caso specifico si fa riferimento ad oggetti lineari. La funzione è (brevemente) documentata qui. Ed ecco un esempio pratico per invertire il senso di 3 linee identificate mediante il loro gid:

#= UPDATE nome_tabella_linee SET the_geom = ST_Reverse(the_geom) WHERE gid IN (8,128,46);

I valori dei “gid” indicati sono puramente esemplificativi.

Da Postgresql 8.3 e Postgis 1.3.3 a Posgresql 8.4.11 e Postgis1.5.1 su Debian stable

Con questo post volevo tenere traccia della procedura di aggiornamento e migrazione dati da Postgresql 8.3 e Postgis 1.3.3 a Posgresql 8.4.11 e Postgis1.5.1.

Ho seguito questa utilissima pagina wiki

Sul nostro server “girano” attualmente Postgresql 8.3 e Postgis 1.3.3.

1- Facciamo dapprima il backup dei database presenti (il comando va lanciato per ogni db presente nel cluster).

$ PGUSER=postgres pg_dump -Fc nome_db > /percorso/alla/dir/di/dump/nome_db.dmp

NB: pg_dump con l’opzione -Fc crea un archivio compresso (un tar compresso con gzip, ovvero un tar.gz).

Nel caso si trattasse di db non spaziale e’ sufficiente dare:

$ PGUSER=postgres pg_dump -c nome_db > /percorso/alla/dir/di/dump/nome_db.sql

2- Stoppiamo Postgresql-8.3 (come root):

# /etc/init.d/postgresql stop 8.3

3- Installiamo Postgresql-8.4 e Postgis-1.5

# aptitude install postgresql-8.4 postgresql-8.4-postgis

A questo punto (non ricordo purtroppo tutte le fasi che ho percorso) al comando di stop de nuovo postgresql-8-4 compariva un errore. Ho provato a reinstallarlo ma a questo punto ottengo:

# Error: move_conffile: required configuration file /var/lib/postgresql/8.4/main/postgresql.conf does not exists.

Decido allora di reinstallare tutto ma succede il fattaccio. Non si riesce piu’ a lanciare postgresql-8-3. Il messaggio d’errore diceva che non esiste piu’ la directory “/var/lib/postgresql/8.3/main” panic…..praticamente mi e’ sparito tutto il cluster di postgresql-8.3, fumato!

Ok, pero’ i backup li ho e decido di fare un purge profondo prima di ripartire. Cerco tutti i pacchetti relativi a Postgresql.

# dpkg -l | grep postg

e rimuovo tutto con:

# aptitude purge postgresql-8.3 postgresq-8.4 postgresql-client-8.3 postgresql-client-8.4 postgresql-client-common postgresql-common postgresql

Rimuovo anche tutte le directory di sistema:

# rm -r /etc/postgresql/

# rm -r /etc/postgresql-common/

# rm -r /var/lib/postgresql/

poi togliamo manualmente l’utente “postgres” dal file “/etc/passwd” (mediante “# nano /etc/passwd” e modificando il file eliminado la riga di interesse).

Quindi reinstallo tutto con:

# aptitude install postgresql-8.4 postgresql-8.4-postgis (che si tira dietro anche tutte le dipendenze del caso)

A questo punto possiamo recuperare i dump fatti. Per fare questo ci viene in aiuto uno script in perl che si installa con postgis-1.5 (new_postgis_restore.pl).

Prima si devono ricreare i database vuoti (con lo stesso nome di quello di partenza). Essendo tutti db spaziali creiamo dapprima un template spaziale che chiamiamo “template_gis” e lo useremo poi per creare ogni db.

Come utente postgres creiamo anche gli utenti dei db stessi:

$ su

# su postgres

(come utente postgres) # psql template1; (si entra in un db qualsiasi per creare gli utenti)

=# CREATE USER nome_utente WITH PASSWORD ‘secret’ CREATEDB CREATEUSER;

Creo il nuovo database che diventaera’ il template (sempre come utente postgres):

=# CREATE DATABASE template_gis template=template0;

Usciamo dal db (<CTRL>d) e (sempre come utente postgres) importiamo in esso le funzioni spaziali:

# psql -f /usr/share/postgresql/8.4/contrib/postgis-1.5/postgis.sql -d template_gis

poi

# psql -d template_gis -f /usr/share/postgresql/8.4/contrib/postgis-1.5/spatial_ref_sys.sql

A questo punto rientriamo in template1:

# psql template1;

e facciamo in modo che il nuovo db sia un template usabile in futuro:

# UPDATE pg_database SET datistemplate=’t’ WHERE datname=’template_gis’;

ok, ora possiamo creare tutti i nostri db in base a questo template.

# CREATE DATABASE nome_db template=template_gis OWNER nome_utente; (questo va fattoper ogni db)

Quindi popoliamo i db con lo script perl citato prima (come utente normale):

$ /usr/share/postgresql/8.4/utils/new_postgis_restore.pl  /percorso/alla/dir/di/dump/nome_db.dmp | psql nome_db

Vedremo scorrere sul terminale una serie di istruzioni (il db si sta popolando). Fatto.

Alla fine (nel mio caso) ricordarsi di modificare i file “/etc/postgresql/8.4/main/postgresql.conf” e “/etc/postgresql/8.4/main/pg_hba.conf”.

Per il primo decommentare la riga relativa a “listen_addresses” e inserire l’asterisco al posto di “localhost” come riportato:

#——————————————————————————
# CONNECTIONS AND AUTHENTICATION
#——————————————————————————

# – Connection Settings –

listen_addresses = ‘*’                  # what IP address(es) to listen on;

………………

Per il secondo (nella parte finale del file):

# Database administrative login by UNIX sockets
local   all         postgres                          ident

# TYPE  DATABASE    USER        CIDR-ADDRESS          METHOD

# “local” is for Unix domain socket connections only
local   all         all                               trust
# IPv4 local connections:
host    all         all         127.0.0.1/32          trust
host    all         all         0.0.0.0/0             trust
# IPv6 local connections:
host    all         all         ::1/128               trust

altrimenti non sono consentiti connessioni da altri client (nel primo file) e l’esecuzione di pg_dumpall (nel secondo file)


primo script in python | da gradi sessagesimali a gradi decimali

Pubblico il mio primo timido script “operativo ” in python. E’ frutto di un misto tra studio e tentativi vari spulciando tutorial in rete, un piccolo pocket libro e il famoso “diveintopython” :-).

Il lavoro che presento è l’evoluzione del piccolo script che, attendendo gli input dell’utente, converte i gradi, primi e secondi di un angolo in formato sessagesimale (una coordinata geografica in lat-lon per esempio) in formaro decimale (molto utile per l’elaborazione in molti programmi GIS).

In questo secondo step invece viene letto un file in formato .CSV contenente gli angoli nel formato gradi, primi, secondi (con la virgola come separatore) e viene generato un nuovo file (.CSV) con gli angoli convertiti nella forma decomale. Ecco lo script:

========================

from __future__ import division
angoli= open( “/home/sit/python/angoli.txt”, “r” ) # apre in lettura il file che contiene gli angoli da elaborare
angoli_trasformati=open(“/home/sit/python/angoli_trasformati.txt”, “w”) # genera un nuovo file che conterra’ i risultati
for angolo in angoli:
try:
g, p, s = angolo.strip().split( “,” ) # crea una tupla eliminando eventuali spazi tra valori e separandoli (i valori) con una virgola “,”
res =  float(g), float(p), float(s), (float(g)+(((float(s)/60)+float(p))/60)) # calcola il valore dell’angolo in formato decimale
print res
print>>angoli_trasformati, res # restituisce l’output sul file creato in precedenza
except ValueError:
pass
angoli.close() # chiude lo stat sul file aperto
angoli_trasformati.close() # chiude lo stat sul file generato

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ogni commento e’ benvenuto

Postgresql | Postgis | modificare i valori dei campi di una vista

Lavorando con Postgresql|Postgis mi capita spesso di avere delle tavole come viste “View” ottenute dal join di una tabella geomerica e di una tabella non-geometrica. Esempio: la tabella geometrica contiene poligoni (edifici) con un campo chiave (es= scheda); la tabella alfanumerica contiene tutti i dati relativi a quegli edifici + un campo chiave “scheda” come la prima.

Questo perché, in un lavoro svolto, un utente si occupava di gestire la parte geometrica (mediante QGIS) mentre un altro utente caricava i dati alfanumerici relativi ad un rilievo di edifici mediante interfaccia web (via PHP).

In un secondo momento quindi è stata creata una join fra le due tabelle in modo da generare tavole tematiche sulle condizioni e sull’uso di quegli edifici.

Ecco la View creata (siano “schede” e “schede_nogeom” rispettivamente la tabella geometrica e non-geometrica)

=> CREATE VIEW schede_cartogr AS SELECT scheda_nogeom.grado, scheda_nogeom.altezza, scheda_nogeom.volume, scheda_nogeom.piani, scheda_nogeom.note, scheda_nogeom.stcontetto, scheda_nogeom.punttetto, scheda_nogeom.stconprosp, scheda_nogeom.puntprosp, scheda_nogeom.stconserr, scheda_nogeom.puntserr, scheda_nogeom.stconsolai, scheda_nogeom.puntsolai, scheda_nogeom.stconmurat, scheda_nogeom.stcompl, scheda_nogeom.puntcompl, scheda_nogeom.d_uso_pint, scheda_nogeom.d_uso_pt, scheda_nogeom.d_uso_p1, scheda_nogeom.d_uso_p2, scheda_nogeom.d_uso_p3, scheda_nogeom.d_uso_p4, scheda_nogeom.d_uso_p5, scheda_nogeom.d_uso_compl, scheda_nogeom.d_uso_progetto, scheda_nogeom.d_uso_comp_grafica, scheda_nogeom.essenze_arboree, scheda_nogeom.emerg_arch, scheda_nogeom.h_pint, scheda_nogeom.h_pt, scheda_nogeom.h_p1, scheda_nogeom.h_p2, scheda_nogeom.h_p3, scheda_nogeom.h_p4, scheda_nogeom.h_p5, scheda_nogeom.vol_pint, scheda_nogeom.vol_pt, scheda_nogeom.vol_p1, scheda_nogeom.vol_p2, scheda_nogeom.vol_p3, scheda_nogeom.vol_p4, scheda_nogeom.vol_p5, scheda.area_gis, scheda_nogeom.foto1, scheda_nogeom.estratto_cartografico, scheda_nogeom.vol_residenza, scheda_nogeom.vol_comm_dir, scheda_nogeom.vol_artigianale, scheda_nogeom.vol_pubblico, scheda_nogeom.vol_misto, scheda_nogeom.puntmurat, scheda_nogeom.d_uso_vigente, scheda.gid, scheda.the_geom, scheda.scheda FROM scheda JOIN scheda_nogeom ON scheda.scheda::text = scheda_nogeom.scheda::text;

– Caricando questa vista in QGIS riusciamo quindi a consultare geometrie e tutti i valori colelgati. Ma se ad un certo punto voglio modificare un valore o alcuni valori della tabella? Abilitando l’editing sul layer “schede_cartogr” vediamo che possiamo modificare i valori ma al momento del salvataggio veniamo avvisati che non è possibile. Ci viene allora in aiuto la creazione di un RULE con istruzione “DO INSTEAD” in Postgresql . In sostanza si tratta di una regola che consente di modificare la (o le) tabelle origine agendo sulla vista.

In generale la sintassi è la seguente:

>= CREATE RULE nome_rule_da_creare AS ON UPDATE TO nome_della_view DO INSTEAD UPDATE nome_tabella_origine SET nome_campo=NEW.nome_campo WHERE campo_chiave=NEW.campo_chiave;

Ecco la definizione del RULE che ho usato:

=>CREATE RULE update_grado_schede_cartogr AS ON UPDATE TO schede_cartogr DO INSTEAD UPDATE scheda_nogeom SET grado=NEW.grado WHERE scheda=NEW.scheda;

D’ora in avanti possiamo modificare da QGIS il valore del campo “grado“; verrà aggiornato di conseguenza il valore della tabella originale.

importare dati da tabella QGIS a LibreOffice

Se durante una sessione di lavoro con QGIS vogliamo eseguire un “copia/incolla” di dati da una tabella ad un foglio di calcolo LibreOffice puo’ succedere che i dati “incollati” presentino alcuni problemi. In particolare i dati numerici decimali (aree di oggetti poligonali per esempio) vengono mantenuti come “testo” e non numero con tutte le conseguenze negative del caso: se vogliamo fare una somma di valori ottenimao un errore.

Come fare per ovviare a tutto cio’?

Andiamo per punti:

– dalla sessione QGIS apriamo la tabella attributi del layer interessato, selezioniamo tutte o parte delle righe che ci interessano e clicchiamo sul pulsante “copia le righe selezionate nel blocco appunti” che si trova in basso a sinistra della tabella.

– apriamo una sessione di LibreOffice Calc e andiamo su “modifica > incolla” oppure “CTRL+V“;

– ci si presenta la finestra di impostazione dei dati di import che si chiama “Importazione testo” (lo vediamo scritto in alto sulla barra della finestra di popup stessa);

– su “Tipo di carattere” lasciamo “Unicode” come da default e poi scegliamo il simbolo di delimitazione (dovrebbe andare bene la “tabulazione” come proposto); a questo punto ci troviamo i nostri dati nel foglio di calcolo;

– Se schiacciamo contemporaneqmente “CTRL+F8” vedremo alcuni valori diventare blu. Sono i valori numerici. Il resto rimane nero (il testo). In verde eventuali valori calcolati da altri campi (ma essendo dati appena importati non avremo alcun campo di colore verde).

– Nel mio caso ho una colonna che riporta l’area di elementi poligonali e, ahimè, i suoi valori non diventano blu ma rimangono neri. Significa che sono dati importati come testo. Se infatti selezioniamo le celle interessate, tasdo dx e “Formatta celle…” vedremo che il tipo di dato è impostato su “testo”.

– Modifichiamo questa impostazione impostando su “categoria=numero” e “formato=standard”; in questo modo, tornando sul foglio di calcolo e selezionando una delle celle interessate vedremo che il valore indicato nella “riga di digitazione” presenta un’apostrofo all’inizio. Questo significa che la cella dovrebbe contenere numeri ma il valore inserito è un testo. Nel mio caso trovo: ‘1011.15.

– Il problema sta nel fatto che il nostro separatore dei decimali è la virgola “,” mentre i dati incollati hanno importato come separatore il punto “.”.

– Basta fare un “trova e sostituisci” (CTRL+ALT+F) sulle celle interessate e sostituire il punto con una virgola.

– A questo punto vedremo automagicamente comparire i nostri valori in blu (ergo sono diventati numeri a tutti gli effetti).