raspberry pi | prima installazione

logo raspberry pi

Ho acquistato un raspberry pi (versione 512 MB RAM o modello B). Riporto alcuni passaggi importanti per la prima installazione.

Innanzitutto bisogna installare il sistema sulla scheda SD (ho provato con due schede: una da 8 GB e l’altra da 16 GB).

I passi che descrivo sono stati provati su Debian testing.

1) autenticarsi come root e prima di inserire la scheda SD nello slot digitare:

# fdisk -l

compare un elenco delle memorie (hd) presenti

2) inserire la scheda SD: alla richiesta di montare la memoria di massa confermare con “ignora”

3) impartire nuovamente il comando:

# fdisk -l

dovrebbe comparire un messaggio simile al seguente (memoria SD da 8 GB):

/dev/mmcblk0p1

/dev/mmcblk0p2

3) passiamo ora alla creazione delle partizioni mediante il programma “fdisk”. Digitare:

# fdisk /dev/mmcblk0

In questo modo entriamo nel programma “fdisk” che ci accoglie con il messaggio

Command (m for help):

A questo punto digitiamo “d” per eliminare (“d” sta per “delete”) le eventuali partizioni presenti; quindi a console avremo:

Command (m for help): d

selected partition 1

4) poi dare il comando “p” (per vedere le partizioni presenti) e non dovremmo avere messaggi di risposta. Significa che le partizioni sono state cancellate

5) creiamo una singola partizione con “n” (“new”), poi “p” per vedere la partizione creata e poi “1”. Battere 2 volte “invio” confermando i valori riportati: 2048 e 15523839

6) cambiamo il tipo di file system. Digitiamo “t”, poi “l” e poi “b”. In questo modo indichiamo di creare una partizione FAT 32.

7) verifichiamo con “p” nuovamente

8) scriviamo la tabella delle partizioni con “w”

9) formattiamo la scheda SD con il comando:

# mkfs.vfat /dev/mmcblk0p1

10) quando torna il cursore sul terminale espellere la scheda SD e reinserirla; questa volta, alla richiesta di aprire la memoria di massa confermare con “ok”

11) come utente (non root) possiamo impartire il comando:

$ mount | grep -i mmcblk0p1

per vedere dove è stata montata la memoria; dovremmo ottenere un messaggio del tipo:

/dev/mmcblkop1 on /media/sit/092……(e altro codice)

12) entriamo nella directory indicata:

$ cd /media/sit/ 092….

13) decomprimiamoci all’interno il file NOOBS scaricato da qui

$ unzip /percorso/al/file/NOOBS_v1_3_4.zip

seguiranno una serie di messaggi; alla fine usciamo dalla directory:

$ cd

14) smontiamo la scheda SD

# umont /dev/mmcblk0p1

e inseriamo la scheda nel nostro raspberry. Accendiamolo dopo averlo collegato ad un monitor/TV via HDMI e seguiamo le istruzioni. Possiamo installare uno o più sistemi. Io ho provato Raspbian e Openelec (quest’ultimo con XBMC è un formidabile media center).

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GRASS GIS fund raising per Vienna Code Sprint 2014

Con molto piacere pubblico questa richiesta fondi per il prossimo GRASS GIS Code Sprint di Vienna
 
 
“Dear GRASS GIS Users,
 
In the occasion of the upcoming Vienna Code Sprint 2014 [1], the GRASS GIS Project Steering Committee decided to officially join this code sprint, considering the great opportunity for joint activities. More than 60+ developers from the most important OSGeo project communities will join the event.
While the GRASS developers are donating their valuable time, the community of enthusiast users may contribute with donations, even symbolic, that will be used to cover out-of-pocket expenses of the participants.
Companies can also decide to sponsor specific tasks! Please don’t hesitate to contact us for further details.
As usual, all of the work done in the community sprint will be directly contributed back to the GRASS project for the benefit of everyone who uses it. The scope is to publish a first release candidate of the stable GRASS GIS 6.4.4 version as well as a tech preview release of GRASS GIS 7. For further information don’t hesitate to contact Markus Neteler (neteler@osgeo.org).
 
For your convenience, here our easy-to-use Paypal button:
 
For our alternative bank transfer option, please contact Martin Landa (landa.martin
@gmail.com)”
 
Thanks for your support!
The GRASS Developers Team
 
 
 
 
About GRASS GIS
The Geographic Resources Analysis Support System (http://grass.osgeo.org/), commonly referred to as GRASS GIS, is an Open Source Geographic Information System providing powerful raster, vector and geospatial processing capabilities in a single integrated software suite. GRASS GIS includes tools for spatial modeling, visualization of raster and vector data, management and analysis of geospatial data, and the processing of satellite and aerial  imagery. It also provides the capability to produce sophisticated presentation graphics and hardcopy maps. GRASS GIS has been translated into about twenty languages and supports a huge array of data formats. It can be used either as a stand-alone application or as backend for other software packages such as QGIS and R geostatistics. It is distributed freely under the terms of the GNU General Public License (GPL). GRASS GIS is a founding member of the Open Source Geospatial Foundation (OSGeo).

2013 in review

Anche quest’anno il team di WordPress ha inviato il suo “annual report”. Lo pubblico as is:

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 15,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 6 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

GRASS, QGIS | individuare collina e pianura di un territorio

Un collega mi ha chiesto di indicargli le percentuali di territorio (comunale) pianeggiante e collinare.

Avevo a disposizione un DEM con risoluzione 5m (realizzato con GRASS a partire dalle curve di livello della CTRN) ed il vettoriale del limite amministrativo.Tuttavia il DEM (chiamato dem_5m) ricopre un’area pressochè rettangolare ben più ampia del limite del comune ed avevo la necessità di “clipparlo” sul boundary di interesse. Ho agito per passi successivi utilizzando GRASS dall’interno di QGIS.

L’immagine sottostante illustra la situazione di partenza (dem e confine):

dtm e confine

dtm a 5 m e confine comunale

Ecco i passi seguiti:

– conversione del vettoriale del confine comunale in raster:

$ v.to.rast input=confine_comune out=confine_comune (comando lanciato dalla shell del plugin qgis grass)

– impostazione della regione di lavoro sul raster appena creato:

$ g.region rast=confine_comune res=5

– creazione di una MASK dal confine per clippare il dem su di esso in un secondo momento:

$ r.mask input=confine_comune

– clip del dem per delimitarlo al territorio comunale (con r.mapcalc); si ottiene un raster che chiameremo “dem_comune”:

$ r.mapcalc “dem_comune=dtm_5m – confine_comune”

– calcolo del territorio considerato collinare (da una stima si è deciso di considerare tale il territorio con quota > 120 m s.l.m. in quanto rappresenta la quota media del piede di collina dell’area di lavoro):

$ r.mapcalc “collina=dem_comune>120”

– e calcolo della pianura con il territorio che rimane a complemento:

$ r.mapcalc “pianura=dem_comune<=120”

Il risultato è il seguente:

i raster "collina" e "pianura" caricati con trasparenza al 50%

i raster “collina” e “pianura” caricati con trasparenza al 50%

Il passaggio succesivo consiste nel trasformare i raster in vettori mediante il modulo “r.to.vect“. Il calcolo della superficie e, di conseguenza, l’incidenza percentuale delle due porizioni di territorio sul totale vengono tralasciati (basta consultare le aree con lo strumento di interrogazione di QGIS o lanciare il modulo “v.report” in GRASS).

scp

Aggiungo qualche promemoria sull’utilizzo di scp (secure copy).

– Eseguire la copia di un file da host locale a host remoto:

$ scp nome_file utente@IP_ADDRESS_HOST_DESTINAZIONE://percorso/alla/dir/di/destinazione/

per copiare una intera directory aggiungere l’opzione “r” prima della sorgente dati, per esempio:

$ scp -r nome_directory utente@IP_ADDRESS_HOST_DESTINAZIONE://percorso/alla/dir/di/destinazione/

– Eseguire la copia di un file da host remoto a host locale:

$ scp utente@IP_ADDRESS_HOST_REMOTO://percorso/alla/dir/di/origine /percorso/alla/dir/di/destinazione/

TileMill | prima installazione su Debian

In questo breve post volevo tenere traccia delle operazioni eseguite per installare TileMill su Debian. Sul sito si trovano i pacchetti per Ubuntu, Mac OS X e Windows…..Io uso Debian in genere (anche i due timidi serverini che gestisco) e volevo capire se era fattibile: si!

Ho seguito passo-passo le istruzioni riportate nella pagina “Building from source” e ne riassumo i passi salienti:

– controllare di avere i python development headers, libbz2, libicu, boost, icu, proj4 ed altre svariate librerie di immagini (synaptic aiuta molto);

– installare boost da sorgente (la versione pacchettizzata per Debian non è aggiornata) seguendo questi passi:

(piccolo inciso: in genere – ma questa è una mia prassi – le compilazioni le faccio all’interno di una directory chiamata “src” e per ogni pacchetto creo una subdirectory ad hoc).

creare una directory per la compilazione:

$ mkdir boost

spostarsi nella dir creata:

$ cd boost

scaricare il sorgente con:

$ wget http://voxel.dl.sourceforge.net/project/boost/boost/1.51.0/boost_1_51_0.tar.bz2

decomprimere il tar:

$ tar xjvf boost_1_51_0.tar.bz2

spostarsi nella dir ottenuta dalla decompressione:

$ cd boost_1_51_0

lanciare il comando

$ ./bootstrap.sh

poi in sequenza:

$ ./b2 stage toolset=gcc –with-thread –with-filesystem –with-python –with-regex -sHAVE_ICU=1 -sICU_PATH=/usr/ –with-program_options –with-system link=shared

$ ./b2 install toolset=gcc –with-thread –with-filesystem –with-python –with-regex -sHAVE_ICU=1 -sICU_PATH=/usr/ –with-program_options –with-system link=shared

infine autenticarsi come root ed impartire:

# ldconfig

Poi installare anche boost >= 1.47, icu, proj4, libpng, libjpeg, libtiff, libxml2, libltdl, e freetype (a meno di averle già)

– Passiamo ora all’installazione di Mapnik (motore di rendering per TileMill). Come prima creiamo una dir per la compilazione:

$ mkdir mapnik

ci spostiamo nella dir

$ cd mapnik

e scarichiamo il sorgente con:

$ wget https://github.com/downloads/mapnik/mapnik/mapnik-v2.1.0.tar.bz2

decomprimiamo:

$ tar xf mapnik-v2.1.0.tar.bz2

ci spostiamo nella nuova directory:

$ cd mapnik-v2.1.0

e lanciamo il configure:

$ ./configure (durante il configure sono stato avvisato della mancanza di alcune librerie – che mi erano sfuggite – le ho quindi installate con synaptic e poi ho reimpartito il configure)

poi il make

$ make

ed infine il make install (come root):

# make install

– E’ la volta di Node.js: compiliamo anche questo (come prima creiamo la dir di lavoro):

$ mkdir nodejs

ci spostiamo della dir nuova:

$ cd nodejs

scarichiamo il sorgente:

$ wget http://nodejs.org/dist/v${VERSION}/node-v${VERSION}.tar.gz (nel mio caso ho scaricato la versione v0.8.14 quindi la stringa “v${VERSION}” diventa “v0.8.14”)

decomprimiamo:

$ tar xf node-v0.8.14.tar.gz

ci spostiamo nella dir:

$ cd node-v0.8.14

e lanciamo configure, make e make install

$ ./configure && make

e come root:

# make install

Prima di passare all’installazione di TileMill installare un’altra dipendenza chiamata “libwebkit-dev” che si può tranquillamente installare con “apt-get install libwebkit-dev”

Ed ora passiamo a TileMill:

$ mkdir tilemill

ci spostiamo nella dir:

$ cd tilemill

scarichiamo il sorgente:

$ git clone https://github.com/mapbox/tilemill.git

poi si entra nella dir ottenuta:

$ cd tilemill

ed infine si installa tutto mediante “npm”

# npm install

<inizio NB>:La prima volta che ho lanciato “npm install” il comando è terminato con degli errori riferiti a nodejs. La causa era una versione troppo recente di nodejs avendo inizialmente installato la versione v0.9.1. Installando la v0.8.14 dopo avere rimosso la v0.9.1 tutto è andato a buon fine. La rimozione di nodejs si può fare così (fonte il mitico stackoverflow):

– lanciare il comando “which node” che dovrebbe ritornare qualcosa come “/usr/local/bin/node”

– poi ci spostiamo in /usr/local/bin/node”

– e lanciamo come root:

# rm -r bin/node bin/node-waf include/node lib/node lib/pkgconfig/nodejs.pc share/man/man1/node.1

Poi possiamo ritornare a scaricare la nuova versione di nodejs ed a ricompilare. <fine /NB>

Una volta che tutto è compilato lanciare il comando:

$ ./index.js

compare l’interfaccia di TileMill. Analogo risultato si ottiene mediante un browser puntando su “http://localhost:20009&#8221;.

Ed ecco un paio di screenshot:

Tile Mill versione desktop

Tile Mill versione web

il mio primo “hello world” con TileMill